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Introduzione al perimetro cibernetico: sicurezza informatica e minacce

27 Aprile 2020

di Redazione Online

Il primo quaderno di ReD Open introduce il lettore al concetto di perimetro cibernetico, contribuendo a diffondere la cultura della sicurezza. Per un lavoro che sia davvero smart per dipendenti e aziende.

L’emergenza sanitaria provocata dalla diffusione del virus COVID-19 in poco tempo ha cambiato radicalmente le nostre vite: costringendo la maggior parte della popolazione a non uscire di casa se non per comprovate necessità, ha imposto con forza l’uso di strumenti digitali per poter continuare sia a comunicare con i propri cari sia a lavorare anche lontani dall’ufficio.

Insomma, per continuare a vivere una certa normalità in tempi di incertezza.

Ecco dunque che il lavoro agile, o smart working, di cui a lungo si era parlato nei progetti di trasformazione digitale delle aziende, senza mai riuscire davvero a fare il salto di qualità da eccezione a regola, se non in rare situazioni, diventa di colpo la modalità-protagonista di svolgimento delle attività lavorative quotidiane. Almeno per molti di noi.

Il lavoro da remoto mette in primo piano la sicurezza informatica e l’azienda realizza, forse per la prima volta, che il suo perimetro va ben oltre le quattro mura della sua sede operativa. In altre parole, le imprese stanno constatando con mano che tutto ciò che lo strumento digitale consente finisce per rientrare nel perimetro di suo interesse.

Come assicurarsi dunque che questo perimetro allargato, il perimetro cibernetico, sia quanto più possibile sicuro?  Il quaderno di ReD Open “Introduzione al perimetro cibernetico – Sicurezza informatica e minacce” propone come primo passo di acquisire consapevolezza della portata e varietà delle minacce informatiche che possono inficiare il lavoro da casa.

Secondo Bitdefender, nel periodo di emergenza, con l’incremento del numero di utenti connessi, la diffusione di malware in rete sarebbe aumentata addirittura del 475%.

La costante e crescente interazione con gli strumenti digitali nella quotidianità di ciascuno di noi richiede perciò di sviluppare un senso di responsabilitàcollettivo e individuale, nell’utilizzo di questi sistemi.

Infatti, pur esistendo diversi modi per proteggere i propri account e i dati in essi contenuti (dall’adozione di autenticazioni multifattore ove possibile al periodico aggiornamento dei sistemi, dalla predisposizione di backup all’utilizzo di antivirus firewall), nessuna di queste strade può condurre a livelli accettabili di sicurezza dei sistemi se il punto debole dell’infrastruttura sono gli utenti.

Come dicono negli Stati Uniti: Problem Exists Between Keyboard And Chair (PEBKAC), il problema esiste tra tastiera e sedia. 

Chi desidera saperne di più e iniziare a muoversi più consapevolmente nei meandri della cyber sicurezza troverà utile la lettura del primo quaderno di ReD Open, scaricabile senza bisogno di registrazioni. Il quaderno offre una visione d’insieme sui rischi più comuni e sulle minacce più diffuse, contestualizzando il discorso nel quadro normativo attuale.

Image credits: Foto di Philipp Katzenberger on Unsplash