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Un anno di Cybersecurity Act: il mandato permanente e i nuovi obiettivi dell’ENISA.

15/07/2020

di Redazione Online

Il Regolamento UE 2019/881, conosciuto anche come Cybersecurity Act 2019, è in vigore ormai da un anno. Tra i punti principali del regolamento si sottolinea l’attribuzione di un mandato permanente per l’Agenzia Europea per la Sicurezza delle Reti e dell’Informazione (ENISA) e la previsione di “schemi di certificazione” per le componenti delle infrastrutture informatiche comunitarie.

Contestualmente all’attribuzione del mandato permanente all’ENISA, ne sono stati ampliati anche gli obiettivi: sebbene la funzione principale dell’Agenzia sia quella di favorire il raggiungimento di un livello elevato e comune di sicurezza in tutti i paesi membri, si è deciso di orientarne le attività anche in materia di schemi di certificazione, reti 5G e Intelligenza Artificiale.

In relazione agli schemi di certificazione, al momento l’Agenzia è impegnata su due progetti: il primo schema di certificazione, sulla sicurezza informatica, stabilisce una serie di requisiti fisici e tecnici per le future componenti delle reti e delle infrastrutture informatiche; il secondo schema riguarda invece i servizi di cloud computing e i requisiti che devono soddisfare per essere considerati sicuri ed affidabili.

L’ENISA ha pubblicato poi una relazione sulla valutazione coordinata a livello europeo dei rischi per la sicurezza informatica delle reti 5G, nell’ambito di un’attività di sostegno alla Commissione Europea sulla sicurezza delle reti di quinta generazione e le possibili minacce connesse.

In ultimo, l’Agenzia ha istituito una Commissione ad hoc di 15 esperti per la valutazione delle minacce e delle soluzioni legate all’Intelligenza Artificiale.

L’ENISA ritiene che l’IA abbia il potenziale per guidare la trasformazione digitale nei Paesi dell’Unione, ma solo in presenza di garanzie di affidabilità e cybersecurity. Questi aspetti sono fondamentali, poiché, se dovessero verificarsi attacchi verso sistemi di intelligenza artificiale, sempre secondo l’Agenzia, si correrebbe seriamente il rischio di una manipolazione del comportamento umano.


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